L’Umbria in estate, tra sagre, rievocazioni storiche e kermesse enogastronomiche

L’Umbria è ricca di eventi e manifestazioni di grande interesse, sia dal punto di vista artistico-culturale (Eurochocolate, Spoleto Festival, Umbriajazz, Mostra di Giotto, Sagra Musicale Umbra), sia folkloristico ed enogastronomico.
Il Calendario si snoda di mese in mese, ma ovviamente è la primavera che scatena e segna più di tutto l’inizio di una kermesse che si porta fino alla fine di settembre.
Non si possono elencare tutti gli eventi, ma ci sono alcuni che veramente meritano una gita nella Regione Umbria:
Cominciamo con il 15 Maggio e l’imperdibile CORSA DEI CERI DI GUBBIO: parlare della storia della Festa dei Ceri non è facile. È tra le più antiche, se non in assoluto la più remota, manifestazione folcloristica italiana. Sono due le ipotesi essenziali sulla sua nascita: una religiosa e l’altra pagana. La prima ipotesi presenta la Festa come solenne atto ispirato a devozione degli eugubini al loro Vescovo (e poi Santo) Ubaldo Baldassini (S. Ubaldo), morto il 15 maggio 1160, data dalla quale gli Eugubini ogni anno si snodavano in una processione per le vie della città, fino al monte con la basilica, portando dei ceri accesi.
I candelotti di cera, offerti dalle corporazioni di Arti e Mestieri, probabilmente divennero nel tempo tanto consistenti da renderne difficoltoso il trasporto e furono sostituiti verso la fine del ’500 con tre strutture di legno, agili e moderne, che – più volte ricostruite – sono, nella loro forma originaria, arrivate fino ai nostri giorni. Sono rimasti invariati nel tempo anche la data e quasi la totalità del percorso della festa.
La seconda ipotesi, poco documentata, propende per la rievocazione antichissima della festa pagana in onore di Cerere, dea delle messi, arrivando a noi attraverso le glorie comunali e le signorie rinascimentali, il dominio pontificio e le lotte risorgimentali.
I ceri sono tre strutture di legno formate da due prismi ottagonali sovrapposti e rinforzati da un telaio interno anch’esso di legno e attraversati da un’asse. Questa fuoriesce all’esterno con due “timicchioni”. Quella in basso s’incastra su un supporto chiamato “barella” che ne consente il trasporto a spalla. Quella in alto permette di fissare sulle sommità tre piccole Statue che rappresentano i Santi Protettori delle Corporazioni: S. Ubaldo (patrono e protettore della città) per i muratori, S. Giorgio per i commercianti e S. Antonio per i contadini.
I protagonisti della Festa sono i ceraioli e ceraiolo può essere ogni cittadino di Gubbio di nascita o di diritto diventato. L’appartenenza Al Cero era in origine legata al tipo di mestiere e si tramandava di padre in figlio. Oggi la scelta del Cero è libera, ma in realtà molto condizionata dalle tradizioni di famiglia, specialmente di quelle paterne sui figli maschi, futuri ceraioli.

Il suggestivo borgo di Todi, in Umbria
Dopo la benedizione del Vescovo (e qui c’è una interpretazione pagana dell’evento, in quanto il Vescovo, con il cero abbassato, lo bagna con acqua benedetta, dopo di che il cero si alza. E’ quasi un rito propiziatorio pagano di fertilità, ove il cero assume un altro significato più “terreno”), inizia la tanto attesa corsa, fremente, impetuosa, drammatica come poche al mondo. (ORE 18:00).
La corsa si snoda per le strette vie medievali, i Ceri oscillano paurosamente, sfiorando e spesso toccando mura e finestre. Con grande abilità e anni di esperienza, i ceraioli si danno il cambio in corsa; riescono a prevenire incidenti gravi, pur scivolando e spesso cadendo soprattutto in caso di pioggia.
La prova è quella di far correre il Cero il più possibile in verticale, senza cadute o “pendute.” Questa è la vittoria, tenendo conto che non esiste il sorpasso e che i Ceri arrivano in cima al monte nello stesso ordine con cui sono partiti: Sant’Ubaldo, San Giorgio e Sant’Antonio. Il percorso che coprono i Ceri in corsa è di circa 4 chilometri e 300 metri, partendo dall’Alzatella fino alla Basilica in cima Al Monte. Quello che incanta di questa manifestazione è l’incitamento e la partecipazione attiva di tutta la città, tanto che fa mettere il brividi anche allo spettatore che viene da fuori.
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